La sclerosi multipla (SM) colpisce circa 1 milione di persone negli Stati Uniti, rappresentando una sfida significativa per l’assistenza sanitaria. Questa malattia autoimmune cronica innesca l’infiammazione all’interno del sistema nervoso, interrompendo la comunicazione tra il cervello e il corpo e portando a sintomi debilitanti come affaticamento, problemi di memoria, disturbi della vista e perdita di mobilità. Attualmente non esiste una cura unica per la SM, il che evidenzia l’urgente necessità di approcci terapeutici innovativi.
Un nuovo approccio alla somministrazione di farmaci antinfiammatori
I ricercatori dell’Università dell’Illinois Chicago (UIC) hanno sviluppato un nuovo metodo per somministrare farmaci antinfiammatori direttamente al sistema nervoso centrale, offrendo potenziale sollievo dai sintomi della SM e aprendo potenzialmente la strada a trattamenti per altre malattie autoimmuni. Il loro metodo utilizza cellule immunoregolatrici dotate di “nanopack” di farmaci antinfiammatori e i loro risultati sono stati pubblicati sulla rivista Science Advances.
“Le malattie autoimmuni come la sclerosi multipla attualmente non hanno una cura, rendendo cruciale lo sviluppo di opzioni terapeutiche affidabili”, ha affermato il ricercatore capo Zongmin Zhao, assistente professore presso l’UIC College of Pharmacy e affiliato al Cancer Center dell’Università dell’Illinois.
Superare la barriera emato-encefalica
Le terapie antinfiammatorie convenzionali spesso hanno difficoltà a raggiungere il cervello a causa della barriera ematoencefalica, un meccanismo protettivo che limita il passaggio di molte sostanze nel cervello. Anche se alcuni farmaci riescono a superare questa barriera, la loro efficacia è spesso limitata. Negli ultimi tre anni il laboratorio di Zhao si è concentrato sulla SM e mira a superare questo ostacolo.
Design e funzionalità di Nanopack
La strategia innovativa del gruppo di ricerca prevede l’utilizzo di cellule soppressorie di derivazione mieloide (MDSC) – cellule immunitarie naturalmente capaci di sopprimere l’infiammazione – come “viaggiatori” all’interno del sistema nervoso centrale. Queste cellule sono adornate con confezioni di dimensioni nanometriche contenenti rapamicina, un potente farmaco antinfiammatorio. Il nanopack migliora essenzialmente le capacità delle MDSC: consente alla cellula di localizzare più efficacemente le aree infiammate e di amplificare la sua azione antinfiammatoria, consentendo al duo di violare efficacemente la barriera emato-encefalica e rilasciare la rapamicina nel sistema nervoso.
Questo approccio terapeutico essenzialmente riprogramma la risposta immunitaria all’interno del sistema nervoso. Nei test di laboratorio condotti sui topi, la terapia ha dimostrato una riduzione della progressione della malattia e un miglioramento della funzione motoria.
Implicazioni più ampie per le malattie autoimmuni
Il potenziale impatto di questa ricerca si estende ben oltre la sclerosi multipla. Come coautore Luyu Zhang, un Ph.D. Uno studente del laboratorio di Zhao, ha osservato: “Questo metodo potrebbe rappresentare una strategia promettente per l’immunoterapia mirata nella SM e in altri disturbi autoimmuni”. Le applicazioni future potrebbero includere trattamenti per condizioni come malattie cardiache o artrite, malattie attualmente difficili da affrontare.
Il team di ricerca ha chiamato la sua tecnica innovativa CNS Immune Targeting Enabled by MDSCs (CITED).
Altri ricercatori dell’UIC che hanno contribuito a questo studio includono Endong Zhang, Hanan Algarni, Chih-Jia Chao, Shan He, Aditi Upadhye, Qing Bao, Dahee Jung, Shubhi Srivastava, Edidiong Udofa, Philana Phan, Dejan S. Nikolic, Steve Seung-Young Lee e Jalees Rehman.
Questa nuova terapia cellulare rappresenta una promessa significativa per il trattamento della sclerosi multipla e di altre malattie autoimmuni prendendo di mira direttamente l’infiammazione all’interno del sistema nervoso centrale, presentando un potenziale passo verso trattamenti più efficaci e mirati.