La NASA riporterà anticipatamente sulla Terra quattro astronauti dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) a causa di un problema medico che colpisce uno dei membri dell’equipaggio. Ciò segna la prima volta nei 25 anni di storia della ISS che una missione viene interrotta per motivi di salute, evidenziando i rischi intrinseci del volo spaziale di lunga durata.
La situazione
Secondo quanto riferito, l’astronauta colpito, la cui identità e condizioni non sono state rese pubbliche, è stabile. I quattro astronauti – Zena Cardman e Michael Fincke (NASA), Kimiya Yui (JAXA) e Oleg Platonov (Roscosmos) – sono arrivati alla stazione ad agosto come parte della missione Crew-11. Il loro ritorno originale era previsto per il mese prossimo, in coincidenza con l’arrivo dell’equipaggio-12. Invece, si sganceranno nei prossimi giorni a bordo di una capsula SpaceX Crew Dragon.
Perché è importante
La decisione di riportare a casa l’equipaggio in anticipo sottolinea la gravità della situazione medica. Sebbene la NASA non abbia rivelato dettagli, anche una condizione “stabile” nello spazio richiede attenzione immediata. L’esposizione prolungata alla microgravità, alle radiazioni e ai fattori di stress psicologico dell’isolamento può esacerbare i problemi medici. Questo evento solleva interrogativi sui rischi per la salute a lungo termine che gli astronauti devono affrontare e sull’adeguatezza delle capacità mediche in orbita.
Recenti modifiche alla leadership e alla missione
La decisione è stata presa dall’amministratore della NASA Jared Isaacman, che ha assunto l’incarico poche settimane fa (18 dicembre). Questa azione rapida suggerisce un approccio di tolleranza zero alla sicurezza degli astronauti sotto la nuova leadership. Il brusco cambio di missione evidenzia anche le complessità logistiche delle operazioni della ISS; il coordinamento dei resi richiede un’attenta tempistica con SpaceX e i partner internazionali.
Gli astronauti dell’equipaggio 11 stanno tornando prima del previsto, ma la causa sottostante rimane sconosciuta, sottolineando l’approccio cauto della NASA nel proteggere la privacy degli astronauti e prevenire panico inutile.
Questo incidente serve a ricordare che, nonostante decenni di esplorazione spaziale, i corpi umani rimangono vulnerabili nel duro ambiente oltre la Terra.























