Una nuova ricerca suggerisce che la vita si è ripresa dall’impatto dell’asteroide che ha spazzato via i dinosauri molto più rapidamente di quanto si credesse in precedenza. In meno di 2.000 anni, nuove specie di plancton si erano già evolute, mettendo in discussione le ipotesi di lunga data sui tassi di recupero post-estinzione. Questa scoperta evidenzia la straordinaria resilienza della vita e potrebbe offrire spunti su come gli ecosistemi potrebbero rispondere ai moderni fattori di stress ambientale.
L’impatto di Chicxulub e le condizioni iniziali
Circa 66 milioni di anni fa, un asteroide largo 7,5 miglia colpì la penisola dello Yucatán, innescando una catena di eventi catastrofici. L’impatto ha gettato enormi quantità di polvere e fuliggine nell’atmosfera, bloccando la luce solare per circa un decennio. Ciò ha portato a un drammatico raffreddamento globale e all’estinzione di circa il 75% della vita vegetale e animale, compresi tutti i dinosauri non aviari.
Per anni, gli scienziati hanno stimato che ci sarebbero voluti circa 30.000 anni prima che le prime nuove specie emergessero dopo questo evento. Tuttavia, queste stime si basavano su ipotesi relative a tassi costanti di accumulo di sedimenti, che potrebbero non essere state vere nel caotico periodo successivo all’impatto.
Ripensare la sequenza temporale con Helium-3
Il nuovo studio sfrutta un metodo più preciso per datare gli strati sedimentari: analisi dell’elio-3. Questo isotopo cade sulla Terra a una velocità coerente con la polvere interplanetaria, consentendo agli scienziati di determinare con precisione quanto tempo impiega i sedimenti ad accumularsi. Analizzando le concentrazioni di elio-3 in campioni prelevati da sei siti diversi, i ricercatori hanno scoperto che la specie microscopica di plancton Parvularugoglobigerina eugubina appariva in media appena 6.400 anni dopo l’impatto.
In alcuni luoghi, la calibrazione suggerisce che altre specie potrebbero addirittura essere emerse entro meno di 2.000 anni dall’impatto dell’asteroide. Nel giro di 11.000 anni, tra le 10 e le 20 specie di plancton si erano già diversificate, sebbene sia ancora in corso un dibattito sulla precisa classificazione di alcuni esemplari fossili.
Implicazioni per la velocità evolutiva e la resilienza moderna
La rapida ripresa dimostrata da questa ricerca è “davvero sorprendente”, secondo il coautore Timothy Bralower. Sebbene le nuove specie si evolvano tipicamente nel corso di milioni di anni, eventi estremi come l’impatto di Chicxulub possono accelerare questo processo in modo drammatico. Lo studio fornisce prove evidenti del fatto che la vita è in grado di riprendersi anche dagli eventi più devastanti con notevole velocità.
Questa scoperta ha implicazioni per la comprensione delle dinamiche evolutive di fronte al rapido cambiamento ambientale. I ricercatori ritengono che lo studio del recupero dall’impatto dell’asteroide possa offrire preziose informazioni su come le specie potrebbero rispondere alle sfide moderne come la distruzione dell’habitat causata dall’attività umana. La velocità del recupero “dimostra quanto sia resiliente la vita” e può rassicurare gli scienziati sulla persistenza delle specie di fronte alle minacce antropiche.
La rapida ripresa dopo l’impatto dell’asteroide sottolinea l’adattabilità della vita sulla Terra. Questo studio serve a ricordare che gli ecosistemi possono riprendersi più velocemente del previsto, anche da eventi catastrofici, e fornisce un prezioso caso di studio per prevedere come la vita potrebbe rispondere alle crisi future.























