Un piccolo residente della costa della California può possedere gli strumenti biologici per sopravvivere a un pianeta in riscaldamento, ma deve affrontare un ostacolo creato dall’uomo: l’isolamento. Una nuova ricerca suggerisce che mentre il topo tascabile del Pacifico ha il potenziale genetico per adattarsi ai cambiamenti climatici, l’urbanizzazione ha frammentato le sue popolazioni, rendendo la conservazione guidata dall’uomo essenziale per la sua sopravvivenza.
Una specie al limite
Il topo tascabile del Pacifico (Perognathus longimembris pacificus ) un tempo era uno spettacolo comune lungo la costa meridionale della California, che si estendeva da Los Angeles fino al Messico. Dopo essere scomparsa dalle documentazioni scientifiche per oltre due decenni, la specie è stata riscoperta all’inizio degli anni ’90.
Oggi, tuttavia, la specie è in grave pericolo di estinzione. Il suo areale, un tempo vasto, è stato ridotto a soli tre piccoli gruppi isolati situati a sud di Los Angeles. Questa frammentazione è il risultato diretto della perdita di habitat e dello sviluppo urbano, che agiscono come barriere fisiche che impediscono ai topi di interagire tra loro.
La corsa genetica contro il cambiamento climatico
Quando una specie diventa piccola e isolata, va incontro a un fenomeno noto come depressione da consanguineità. Man mano che le popolazioni si riducono, la diversità genetica diminuisce, privando gli animali degli “strumenti biologici” necessari per evolversi in risposta alle nuove pressioni ambientali.
Tuttavia, uno studio pubblicato su Science Advances offre un barlume di speranza. I ricercatori guidati da Erik Funk della San Diego Zoo Wildlife Alliance hanno analizzato i dati genetici di quasi un secolo per determinare se questi topi potevano resistere all’aumento delle temperature. I loro risultati hanno rivelato:
- Diversità preservata: Nonostante la moderna consanguineità, 14 geni chiave legati all’adattamento climatico rimangono geneticamente diversi.
- Potenziale di termoregolazione: Alcuni di questi geni sono legati alla funzione cardiaca, che è fondamentale per aiutare i topi a regolare la temperatura corporea e a raffreddarsi negli ambienti più caldi.
- Il vantaggio della mescolanza: Mentre le singole popolazioni selvatiche possono non avere la varietà necessaria per adattarsi da sole, le popolazioni “miste” mostrano una resilienza molto più elevata.
Il ruolo dell’allevamento gestito
Poiché i tre gruppi selvatici rimanenti sono fisicamente separati gli uni dagli altri, non possono scambiarsi naturalmente i geni benefici che contengono. Per risolvere questo problema, gli ambientalisti si sono rivolti al flusso genico assistito.
Dal 2012, lo zoo di San Diego ha avviato un programma di allevamento che incrocia intenzionalmente individui di tre diversi gruppi. La prole viene quindi rilasciata nel Laguna Coast Wilderness Park a Laguna Beach.
“Il vero vantaggio per questa popolazione rilasciata è che sono tutti mescolati insieme”, afferma Erik Funk. “I maggiori vantaggi arrivano quando possiamo combinare insieme tutta questa diversità.”
Le prime osservazioni suggeriscono che questa strategia sta funzionando; i topi rilasciati con background genetici misti sembrano adattarsi con successo al clima locale nel parco selvaggio.
La posta in gioco dell’estinzione
Il futuro del topo tascabile del Pacifico rimane precario. Poiché le loro popolazioni sono così piccole, sono altamente vulnerabili agli “eventi stocastici”: disastri imprevedibili come gravi siccità o inondazioni improvvise che potrebbero spazzare via un intero gruppo in una sola stagione.
La sfida centrale per gli ambientalisti è il tempo. Man mano che i numeri diminuiscono, evapora anche la diversità genetica all’interno della specie.
Il punto è: Il topo tascabile del Pacifico ha il progetto biologico per sopravvivere a un clima che cambia, ma senza un intervento umano attivo per colmare le lacune create dall’urbanizzazione, quel progetto potrebbe andare perso per sempre.






















